giovedì 12 novembre 2009

Premio Internazionale "Cathay Pacific Hong Kong International Wine and Spirit Competition"

Inaugurato nel 2009, il Cathay Pacific Hong Kong International Wine and Spirit Competition si è posto come obiettivo quello di fornire una guida semplice e dettagliata per esplorare al meglio il mondo dei vini e dei liquori.

Il premio vuole anche favorire la diffusione dei prodotti premiati nel già dinamico mercato asiatico del vino.

La giuria è composta da giudici provenienti da Cina, Giappone, Korea, Singapore e Taiwan.

I criteri adottati dai giudici sono: provenienza, varietà e tipologia, unitamente all’abbinamento con la cucina cinese, in modo che i premi assegnati rispecchino il gusto e la sensibilità del palato asiatico.

La competizione ha visto 544 vini premiati, di cui solamente 7 italiani.
Per l’Emilia Romagna, l’unico vino a ricevere una menzione è stato il Tauleto Rubicone 2004, che si è aggiudicato la medaglia d’oro.

Umberto Cesari, l’azienda vinicola di Castel San Pietro che da oltre 40 anni fa del Sangiovese una bandiera del Made in Italy all’estero, si conferma quindi protagonista a livello internazionale con il suo "Tauleto Rubicone 2004".

Per Umberto Cesari questo nuovo importante riconoscimento internazionale segue di poco i premi ottenuti al MUNDUSvini, dove Tauleto Rubicone 2004 si è aggiudicato una medaglia d’oro e il Liano ha ricevuto una medaglia d’argento.

martedì 10 novembre 2009

E' nata la Federazione Nazionale Personal Chef

Lo scopo della Federazione è quello di dar vita ad uno spirito di categoria al fine di promuovere una maggiore visibilità e conoscenza della professione che, a differenza di altri Paesi, risulta ancora pressoché sconosciuta o confusa con il Catering.

Come primo passo per realizzare questi obiettivi è nato il portale internet http://www.federpersonalchef.it organizzato in due aree: una pubblica ed una privata.

La parte pubblica per comunicare agli internauti relativamente all'organizzazione della Federazione ed ai suoi obiettivi.

La parte privata, accessibile solo agli associati, che servirà a creare una comunità virtuale nella quale scambiare pareri, idee ed organizzare le attività della Federazione.

La F.N.P.C. – Federazione Nazionale Personal Chef rappresenta la categoria professionale dei Personal Chef, sul territorio nazionale. L'attività della FEDERAZIONE è orientata alla promozione ed all'intensificazione delle relazioni economiche e culturali tra gli associati in modo da facilitare lo scambio di informazioni, opinioni ed esperienze che possano agevolare lo svolgimento della professione di Personal Chef.

L'associazione si propone, altresì, di assistere e tutelare i soci, nonché di stabilire ed intrattenere rapporti con le istituzioni, di promuovere e gestire relazioni con i mezzi di comunicazione ed, infine, stipulare convenzioni per conseguire le migliori condizioni contrattuali in tutti i settori di interesse per lo svolgimento della professione.


L'attività della F.N.P.C, è inoltre, finalizzata al riconoscimento ed alla diffusione della professione del Personal Chef contribuendo alla formazione di quest’ultimo come figura professionale tramite corsi di formazione e stage formativi per gli “Allievi” aspiranti Personal Chef.

Per informazioni ci si può rivolgere a Mirko Squadroni

Presidente F.N.P.C. Federazione Nazionale Personal Chef
http://www.tuochef.it/
http://www.federpersonalchef.it
tel: 392-1050047
info@federpersonalchef.it
mirko@tuochef.it

lunedì 9 novembre 2009

Anche il terreno può stancarsi

Si è proprio così, il terreno in cui è stato estirpato un vigneto non più produttivo è stanco.

Reimpiantando subito un nuovo vigneto otterremo sicuramente piante poco sviluppate, poco resistenti alle malattie e di scarsa produzione.

Il troppo lavoro rende i terreni ricchi di sostanze tossiche, infestati da batteri, funghi vari e vermetti, si registrerà altresì la presenza eccessiva di semi di piante infestanti.

La cura: coltivare, prima di reimpiantare il nuovo vigneto, per almeno due anni piante con radici poco profonde come i cereali o il fieno.

Naturalmente vanno prima tolte tutte le radici vecchie ed eliminati vermi e parassiti, a questo scopo affidarsi all'agronomo che sapra darci utili consigli.

venerdì 6 novembre 2009

VEI Bianco Antico


Il riferimento del nome “VEI Bianco Antico” si rifà alla storia più lontana e ricorda quel ritorno alle lunghe macerazioni che in passato erano estese anche alle uve bianche.

È prodotto con uve Malvasia di Candia Aromatica al 100%, vinificato in assenza di anidride solforosa con macerazioni che variano di anno in anno dai 40 a oltre 100 giorni e conservato in rovere di grande capacità. L’imbottigliamento è avvenuto dopo circa 16 mesi di conservazione.

Ne è scaturito un bianco con una gradazione di oltre 13° alcolici completamente secco e fermo, dal colore ambrato che evoca il colore della picchiettatura dell’acino di Malvasia maturata al sole.

Provvisto di un importante corpo e di spiccati tannini - propri della Malvasia -, nel complesso si rivela un vino rotondo che si caratterizza all’olfatto per la nota aromatica tipica del vitigno e si protrae in una complessità che si va facendo sempre più variegata fino a caratterizzasi sul finale da una leggera nota di buccia d’arancia candita.

Per tutte queste caratteristiche è un vino che andrebbe gestito come un vino rosso di corpo medio-alto, servito ad una temperatura tra i 14° e i 16° C in ampi calici a tulipano, meglio se aperto da alcune ore, se non da alcuni giorni. È indicato in abbinamento a piatti di intensità medio-alta, sia per intensità aromatiche, sia come presenza di note grasse fino alla media untuosità.


Podere Pradarolo

Via Serravalle, 80

43040 Varano Melegari (PR)

Tel 0523 829461

Fax 0523 827085


VELIUS Rosso Asciutto

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“VELIUS Rosso Asciutto” è ottenuto da uve Croatina (o Bonarda) in uvaggio con Barbera in proporzioni variabili ma sempre con la preponderanza di quest’ultima.

Vinificato come il bianco in assenza di anidride solforosa, con macerazioni sulle bucce che variano di anno in anno dai 40 a oltre 100 giorni e con frequenti rimontaggi all’aria, ha subìto una precoce fermentazione malolattica.

Vinificato in acciaio e conservato in botti di rovere di grande capacità per almeno sei mesi, è stato sottoposto a travasi senza filtrazione in periodo di luna calante; per questo presenta quel sedimento in bottiglia proprio di questa tipologia di vini.

Di colore rosso rubino, mostra spiccate note violacee destinate ad attenuarsi nel tempo.

In virtù della lunga macerazione sulle bucce, presenta un grande estratto che si rivela nel corpo di grande importanza.

Con una gradazione alcolica di circa 13,5° alcolici è completamente “asciutto” e fermo.

A dispetto però dell’assenza di zuccheri residui, presenta una rotondità profonda enfatizzata da una nota dolce dovuta a un alto contenuto della glicerina propria delle basse produzioni per ettaro.

Al naso cede le caratteristiche primarie dei vitigni di partenza, ma la sua principale peculiarità - al di là delle note fruttate accentuate dalla rotondità del vino – è la profondità rivelata da innumerevoli sfaccettature aromatiche.

Anche i tannini, presenti ma morbidissimi, sono nascosti dalla rotondità complessiva.

Se ne consiglia una temperatura di servizio di 15-17° C in calice a tulipano aperto di media grandezza per accompagnare salumi, carni e formaggi di intensità medio-alta.

Anche per il VELIUS Rosso Asciutto si suggerisce per il consumo un’apertura anticipata della bottiglia: da poche ore ad alcuni giorni.


Podere Pradarolo

Via Serravalle, 80

43040 Varano Melegari (PR)

Tel 0523 829461

Fax 0523 827085

I vini del Pradarolo

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Osservare un luogo significa mettersi in gioco con la più grande umiltà di cui si è capaci: raccogliere informazioni dal passato, guardare, annusare la terra e i suoi profumi, studiare le correnti d’aria, vivere con le piante e solo dopo tutto questo cominciare a sperimentare, spesso anche ad azzardare.
Ma sempre con infinito rispetto, sia per il vino che per la terra che lo fa nascere. È questo il lavoro di Alberto Carretti.

Spiegare i vini del Pradarolo significa chiarire un’idea che invita a osservare, capire, riflettere. Significa parlare della vita stessa del suo proprietario Alberto Carretti.

L’azienda agricola di Serravalle, sulle prime colline di Parma nel comune di Varano Melegari, fu acquistata quasi per scommessa dalla famiglia Carretti nel 1972 e venne convertita alla produzione di vini solo nel 1989 per recuperare una vocazione ormai persa ma ampiamente documentata nel passato. È proprio in questo comune della Val Ceno, infatti, che si ritrovano memorie storiche legate a un vino di alta qualità che risalgono al Seicento.

Alberto Carretti le riscopre e - con quella passione ancestrale che lo accompagna in tutte le sue “avventure” - dalla produzione di rinomati formaggi, alla stagionatura di salumi sino, appunto, alla passione per la vite - procede al recupero di vecchi vitigni ormai abbandonati: Malvasia, Croatina, Barbera e Termarina. Quindi osserva e aspetta, fermo nel suo proposito di produrre unicamente uve biologiche attraverso l’uso di soli rame e zolfo.

È convinto che le vinicazioni non possano che essere quelle antiche, ottenute con il recupero di lunghe macerazioni di uve sane, mature, senza residui chimici “moderni” e con il minimo di residui dei trattamenti tradizionali; interviene aggiungendo inizialmente solo bassissime e quindi nulle dosi di solforosa sia per i bianchi che per i rossi e predilige unicamente lieviti autoctoni che assicurino vini salubri, longevi, naturali, dal sapore antico, originale, fortemente connaturato al territorio.

La prima produzione è del 2004 con i due vini “VEI Bianco Antico” e “VELIUS Rosso Asciutto”; vini digeribili e gustosi, ricchi di quella forza e di quelle sfumature che tanto parlano della terra su cui nascono.

mercoledì 4 novembre 2009

Attenzione ai Wine-Kit


ATTENZIONE: i Wine-Kit, per farsi il vino italiano in casa propria, sono una grossa bufala, all’interno non vi è alcuna minima traccia delle uve utilizzate in Italia per la produzione dei vari Chianti, Barolo, Valpolicella, Amarone, Frascati, Verdicchio, Gewurztraminer, ne di altre specialità italiane.

Il vino è una bevanda alcolica ottenuta esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uva, con questi kit invece si parte da un fantomatico succo d'uva concentrato ai quali vanno aggiunte una serie di bustine contenenti lievito, bentonite, metabisolfito di potassio, sorbato di potassio, trucioli di legno e un liquido chiarificatore, aspettando soli venti giorni si ottengono dei pregiati vini pronti per la degustazione !!!

A noi sembra di rivedere il film di Pinocchio nella scena in cui consegnò al gatto e alla volpe le quattro monete d’oro per farle piantare nel terreno al fine di farle moltiplicare.

Il diffondersi del vino fai-da-te il cosiddetto “wine kit” è preoccupante sopratutto per quanto concerne la salute dei consumatori, ma anche per l’immagine del vino italiano che non deve essere associato in alcun modo a queste bevande prodotte all’estero.


domenica 1 novembre 2009

La classificazione delle “Bollicine”

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La classificazione delle “Bollicine” è basata sul contenuto in zucchero in quanto l'essere dolce o secco ne cambia assolutamente l'occasione di utilizzo.

La terminologia utilizzata è però molto ambigua, può essere presentata in italiano francese o inglese e non vi è un'immediata corrispondenza fra i termini in etichetta e il grado di dolcezza del vino, per intenderci: se c'è scritto Sec, o Dry, o Secco noi ci aspettiamo un vino con un residuo zuccherino minimo, in realtà questa terminologia indica un vino molto morbido da poter essere definito "quasi" dolce.


Esaminiamone le diverse tipologie in ordine crescente di dolcezza:


Brut Nature dette anche Pas Dosé, Dosage Zéro, Pas Operé, Brut Sauvage: con zucchero residuo inferiore o uguale a 3 grammi/litro - sono le bollicine più secche, senza aggiunta di liqueur d’expédition, dopo il dégorgement;

Extra Brut o Extra Herb: con zucchero residuo inferiore o uguale a 6 g/l - il dosaggio è minimo;

Brut o Herb: con residuo zuccherino sino a 15 g/l - al gusto sono secchi e sono ideali come aperitivi, è la dicitura più diffusa;

Extra Dry o Extra Trocken: con residuo zuccherino da 12 a 20 g/l - leggermente più dosati dei Brut, dovrebbe sottintendere un vino estremamente secco, invece si tratta di un vino morbido;

Sec o Trocken, Secco, Asciutto, Dry: con residuo zuccherino da 18 a 35 g/l - sono termini che rimandano, contrariamente al senso della parola, ad un vino che già entra nella gamma dei vini moderatamente dolci, morbidi, amabili si potrebbe dire, sono i più indicati per gelati e dessert poco dolci;


Demi Sec o Halbtrocken, Abboccato, Medium-Dry: con residuo zuccherino da 33 a 50 g/l - sono diciture assolutamente riferite ad un vino da dessert, il vino è praticamente dolce;


Doux o Mild, Dolce, Sweet: con residuo zuccherino oltre i 50 g/l – indicano vini decisamente dolci, da meditazione o da fine pasto, possono accompagnare dessert e pasticceria dolce.