sabato 16 gennaio 2010

Mangio pizza e bevo vino

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La pizza, simbolo della gastronomia italiana nel mondo, è nata a Napoli nel 1830.

In genere è la birra ad accompagnare questo piatto tipico italiano anche perchè qualunque sia la birra è quasi impossibile sbagliare abbinamento.

L'abbinamento pizza-vino può dare grosse soddisfazioni, a patto che venga fatto con il giusto criterio.

La sensazione principale, legata all'impasto di base, è la tendenza dolce, pertanto l'abbinamento iniziale è con un vino bianco leggero, secco e frizzante.

Gli altri ingredienti possono rendere la pizza sapida, aromatica, grassa o speziata, naturalmente il vino sarà scelto in funzione di tali ingredienti, se per esempio la nostra pizza è ricca di sapori forti come la salsiccia, lo speck ed il salame il vino non sarà più bianco ma preferiremo un rosso fresco e vivace.
Buon appetito !! ....e ricordate che la pizza si può abbinare ad un calice di buon vino italiano.

martedì 12 gennaio 2010

Il vino rosso scatena la libido !!

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Le donne che mediamente bevono da uno a un bicchiere e mezzo di vino rosso al giorno raggiungono il migliore indice di funzionalità sessuale, questo è il responso di un'indagine condotta in un ospedale fiorentino su un migliaio di donne dai 18 ai 50 anni.
I polifenoli contenuti nel vino rosso, che esercitano un'azione simile agli estrogeni, sono la causa scatenante la libido e quindi del "Buon Sesso".
Attenzione !!! abbiamo detto da uno ad un bicchiere e mezzo di vino rosso, non esagerate.

sabato 9 gennaio 2010

Prima mostra mercato nazionale del distillato

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Si terrà a Perugia dal 29 al 31 gennaio p.v. la manifestazione "Acquavite Italia".

Acquavite Italia nasce a Perugia nel 2008 da un'idea di Ennio Baccianella, Alessandra Casagrande e Stefano Frizza che tuttora ne curano l'organizzazione.

E' la prima mostra mercato nazionale del distillato, unica nel suo genere in Italia ed Europa, dedicata alla cultura, promozione e vendita di acquaviti italiane ed estere.

Si svolge a Perugia, all'interno della storica Rocca Paolina, nel centro della città, l'ultimo fine settimana del mese di gennaio, e all'evento sono stati offerti importanti patrocini tra cui quello del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, della Federazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquavite, dell'Istituto Nazionale Grappa, della Regione Umbria e del Comune di Perugia.

L'Organizzazione é curata dall'Associazione ANAG dell'Umbria, a cui è affidata l'intera gestione della manifestazione, in collaborazione con la società Bonazzi Gest. e Rappr. di Perugia che ne cura l'aspetto finanziario e commerciale.

La Grappa é la regina della manifestazione, ma sono presenti anche le acquaviti di frutta, d'uva, brandy e tutti quei distillati, nazionali ed internazionali, che appartengono al vivere quotidiano. Un occhio di riguardo é volto, come sempre, al consumo consapevole di super alcolici. Infatti, non é consentito degustare, acquistare e partecipare a nessuna delle attività previste durante la manifestazione, ai giovani che non abbiano raggiunto la maggiore età.

Acquavite Italia é la vetrina Nazionale che riunisce l'eccellenza dei distillati, dove la qualità e la varietà delle acquaviti, è offerta nel suo splendore agli addetti al settore eno-gastronomico ed agli appassionati che, visitandola, troveranno delle vere rarità.

Maggiori informazioni le potrà trovare sul sito www.acquaviteitalia.it , mentre può visionare il primo spot di una manifestazione interamente dedicata ai distillati sul seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=rjQ3ylP6skM

Il video ci accompagna, in meno di un minuto, nella città di Perugia e nella Rocca Paolina, che saranno la sede della prossima edizione di Acquavite Italia.

Lo spirito del distillato viene portato attraverso le stanze antiche della Rocca che, al suo passaggio, le anima come per magia, quasi a simboleggiare come “l’acqua di vita” possa far rivivere le sale che furono abitate da Papa Paolo III Farnese.


Secretarial Manager
Via A. Manzoni, 217 - 06135 Perugia
info@acquaviteitalia.it - www.acquaviteitalia.it
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venerdì 8 gennaio 2010

La "doppio malto".

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Si ragazzi avete capito bene, stiamo parlando di birra.

Vogliamo farlo semplicemente per chiarire il significato del "doppio malto".

Questo termine lo abbiamo sentito molte volte e spesso abbiamo ordinato anche noi una birra "doppio malto", magari non sapendone neanche il significato o pensando ud una birra con una dose maggiore di malto !!!!

Il termine "doppio malto" sta ad indicare semplicemente il grado alcolico che in questo caso è 6-7%.

La Pilsner e le Lager hanno 4-5% di alcol e si degustano ad una temperatura di 7-9 °C, le Trappiste 7-10%, in questo caso la temperatura di degustazione ideale è compresa tra 12 e 16 °C.
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giovedì 7 gennaio 2010

Il vino più invecchia più è buono !!!

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Spesso si sente dire "il vino più invecchia più è buono" oppure "il vino fino a dieci anni migliora poi inizia il declino", in realtà le cose non stanno così.
Il vino, come ogni essere vivente, nasce e muore. La sua età la si può racchiudere in tre livelli di evoluzione:
al primo livello è immatuto, nuovo, novello, fresco;
al secondo livello è pronto, maturo, con un futuro davanti;
al terzo livello si presenta spento, stanco, vecchio, decrepito, maderizzato.
Nella nostra strada incontreremo vini di ognuno di questi livelli, ma potremo incontrare vini giovani che non saranno in grado di suscitarci alcuna emozione perchè già al terzo livello, come potremo incontrare vini evoluti, fini, complessi, che vorremo degustare anche negli anni successivi.
Concludendo: l'eta del vino è relativa e dipende da tanti fattori - il vitigno - la vinificazione - la tipologia di uva - il terroir - le condizioni climatiche - le diverse lavorazioni - e forse anche da un po di fortuna !!!

mercoledì 6 gennaio 2010

Vitigni rossi italiani



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Sangiovese – il vitigno più famoso dell'Italia, l'orgoglio della Toscana. Nei suoi vini spiccano i sentori di terra, stallatico, cedro e ciliegia. Con il Sangiovese si produce Chianti Classico, il Rosso di Montalcino, il Brunello di Montalcino, il Rosso di Montepulciano, il Montefalco rosso e molti altri.

Nebbiolo - il più nobile delle varietà italiane. Il nome (che vuol dire "piccola nebbia”) si riferisce alla nebbia di autunno che copre come una coperta la maggior parte di Piemonte, dove è coltivato, Una condizione ideale per l’uva nebbiolo.

È una varietà di difficile coltivazione, ma dal quale nascono i famosissimi Barolo e Barbaresco, vini sempre premiati nelle grandi guide del vino.

Montepulciano – vitigno da non confondere con la città toscana di Montepulciano; è coltivato prevalentemente in Abruzzo. I suoi vini sviluppano leggera acidità e tannini rotondi.

Barbera – vitigno maggiormente coltivato in Piemonte e in Lombardia meridionale, più famosi i vini di Asti, Alba e Pavia. I vini di Barbera erano una volta quelli che si bevevano giovani nell’attesa che il barolo maturasse.

Con le nuove generazioni di produttori di vino non è più così, Il Barbera è riuscito ad imporsi nel mercato italiano ed internazionale. Il vino ha un colore molto scuro, abbastanza acido e fruttato, spesso spiccano i sentori di ciliegia.


Corvina - insieme alle varietà rondinella, corvinone e molinara, è alla base dei famosi vini veneti: Valpolicella ed Amarone. Il vino Valpolicella ha sentori di ciliegia e spezie. Dopo l’appassimento, l'Amarone che si produce risulta essere molto elegante, scuro e fruttato. L’'amarone può invecchiare anche più di 40 anni.

Nero d'Avola - quasi non presente nel mercato internazionale fino agli ultimi anni, questa varietà nata in Sicilia e Calabria (il Nero d’Avola è detto anche “Calabrese”) sta guadagnando attenzione per i suoi vini robusti e dal tipico colore nero inchiostro, è stato soprannominato perciò "il Barolo del Sud."

Dolcetto – varietà di 'uva che cresce come barbera e nebbiolo in Piemonte, il suo nome vuole dire "poco il dolce"", non riferendosi al gusto del vino. Vino da bere ogni giorno. Al sapore si possono distinguere le more selvatiche e le erbe che pervadono il vino.

Negroamaro - Il nome letteralmente vuole dire "nero ed amaro." Un vitigno esclusivo della regione della Puglia, è la spina dorsale del Salice Salentino, vino scuro pervaso da frutti rossi.

Aglianico - considerata la varietà nobile del sud", è coltivato prevalentemente in Campania e Basilicata. I vini sono rustici e potenti.

Sagrantino - nativo dell’Umbria, è piantato su pochi ettari di terreno, ma i vini sono famosi in tutto il mondo. Vino molto tannico che può invecchiare per molti anni.

Malvasia Nera – Varietà rossa del Piemonte. Un vino alcune volte prodotto nella tipologia passito e dolce.

Tante sono le altre varietà rosse di vitigno coltivate in Italia, tra le quali possiamo menzionare i vari: Gaglioppo, Lagrein, Lambrusco, Monica, Nerello Mascalese, Pignolo, Primitivo, Refosco, Schiava, Schiopettino, Teroldego, Uva di Troia. Fra le varietà internazionali si coltiva estesamente Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah e Cabernet Franc.

domenica 3 gennaio 2010

Super Tuscan

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Il termine "Super Tuscan" indica alcuni vini rossi toscani che non aderiscono ai disciplinari tradizionali e che quindi possono essere prodotti con diversi tipi di uve.

Quasi tutti subiscono un invecchiamento in barriques per circa dodici quattordici mesi e possono essere messi in commercio quando un produttore lo desidera.

Mentre per il Chianti Classico si utilizza il vitigno Sangiovese, per i Super Tuscan si usano altri vitigni, specialmente cabernet sauvignon.

Nel 1970 Piero Antinori, la cui famiglia produceva da più di 600 anni vino, decise di fare un vino più ricco eliminando l’uva bianca dal Chianti, ed aggiungendo invece varietà di Bordeaux, vale a dire cabernet sauvignon e merlot.

Nacquero così, da allora, i grandi Sassicaia e Tignanello, ornellaia e Solaia, che inizialmente furono classificati “Vino da Tavola”, in quanto non rispettavano i rigidi disciplinari di produzione.

La creazione della categoria di vini I.G.T. Indicazione Geografica Tipica non ha dato il giusto riconoscimento a questi grandi vini italiani, tant’è vero che per il Sassicaia è stata creata una d.o.c. apposta per lui.

I Super Tuscan hanno assunto il ruolo di “guida” per il rinnovamento dell'enologia Toscana, e grazie alla loro creazione è ripartita la ricerca verso una produzione vinicola di qualità che era stata bloccata dai disciplinari di produzione.

Come uscire da questa paradossale situazione in cui alcuni vini ad I.G.T. risultano essere nettamente superiori ad altri vini D.O.C. ?

Secondo voi sarebbe giusto riassorbire questi grandi vini nell'ambito di Denominazioni di Origine Controllata?

sabato 2 gennaio 2010

Torniamo al vecchio tutore in legno di castagno !!!

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I motivi potrebbero essere tanti, uno per ogni caratteristica del legno di castagno, iniziando dall'ottima tenuta nel terreno, dall’elasticità e dalla resistenza agli urti, l'attitudine alla potatura meccanizzata e quindi alla vendemmia.

Relativamente alla vendemmia meccanica le scaglie di chiusura del fondo delle macchine ed i battitori non vengono danneggiati dal contatto con i pali di castagno al contrario di quanto avviene con i manufatti di ferro e di cemento.

Per quanto concerne la potatura meccanica, i pali si mantengono stabili nel terreno e non si spostano sotto la spinta delle molle che guidano il ritorno delle barre al contatto con i pali.

Fino ad una ventina di anni fa, non a caso è stato il più importante tutore per la vite.

C’è da aggiungere che i pali di castagno conferiscono al vigneto un'estetica tradizionale, in armonia con la tutela paesaggistica ed ambientale.

Con i tempi che corrono.. vi sembra poco !!!